La storia

La storia I fatti reali dietro il film.

Era il pomeriggio della domenica 18 giugno 1961, e quattro bambine – Conchita, Jacinta, Mari Loli e Maria Cruz – del paesino di San Sebastián de Garabandal (Cantabria, Spagna) avevano cercato una «piccola avventura» rubando alcune mele dall’albero del maestro. L’albero era all’uscita del paese, all’inizio di un sentiero ripido e sassoso che tutti conoscono come La Calleja. La Calleja sale verso il monte, verso le terre nelle quali i loro genitori e loro stesse lavoravano molto duramente per guadagnarsi il pane accudendo al bestiame. Poco dopo, con le mele ancora in mano, sentono un tuono che le fa trasalire. È strano, perché nel cielo non ci sono nuvole... La coscienza inizia a rimproverarle e, pentite della loro marachella, si rammaricano di quello che hanno fatto.

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Le bambine

Le bambine Le quattro piccole vigenti.

Le protagoniste della nostra storia sono quattro bambine: Conchita González, Jacinta González, Mari Loli Mazón e Mari Cruz González, tutte nate a San Sebastián de Garabandal. Nonostante la coincidenza dei cognomi, le bambine non sono parenti l'una con l'altra. All'inizio delle apparizioni, Conchita, Jacinta e Mari Loli avevano dodici anni, mentre Mari Cruz ne aveva solo undici. Fino al 18 giugno 1961, quando iniziarono i nostri fenomeni, non si erano mai distinte in alcun modo dagli altri bambini del paese.

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Gli studi

Gli studi Ciò che dice la Chiesa su Garabandal.

Don Valentín Marichalar Torres era parroco di San Sebastian de Garabandal quando, il 18 giugno 1961, alcuni vicini vennero a dirgli che quattro bambine del paese - Conchita, Jacinta, Mari Cruz e Mari Loli - avevano visto un angelo. Il buon sacerdote parlò con le bambine. Soprattutto i primi giorni, le portava con sé appena terminavano le estasi e le interrogava. Don Valentín fu molto colpito dal fatto che, nonostante la loro giovane età e che non sapessero quali sarebbero state le domande, le piccole non si contraddicevano nelle loro risposte. Tre giorni dopo l’inizio delle apparizioni, Don Valentin aveva già dati sufficienti per fare una comunicazione ufficiale al Vescovado, dove cominciò regolarmente a inviare rapporti in cui raccoglieva dettagliatamente tutto ciò che stava accadendo nella sua parrocchia.

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